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La Piaga di Velluto Piaga di Senigallia, news

Questo è un blog pratico: segnalazioni, qualche foto e via andare. Se vuoi collaborare scrivimi. Buona parte di quanto pubblicato è fiction.
Dichiarazione: odio il termine, ma questo è anche un blog di satira e qualche volta ci scappano nomi e cognomi. Gli interessati non se la prendano.

In ogni caso questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7-3-2001.

Questo sito è ottimizzato per la visione sul mio computer. Se hai problemi di visualizzazione vieni a leggerlo a casa mia.


sabato, 27 giugno 2009

Senigallia, Piano del Porto

Piano del Porco


Decretazione d'urgenza per il porto. "Una Grande Opera, ci sarà posto anche per il mare".

Il piano d'area del Porto è stato finalmente approvato nella serata di giovedì, dopo un acceso dibattito in Sala Consiliare che ha raggiunto il culmine quando l'Opposizione si è rifiutata di pagare il conto del pasticciere, dopo aver verificato che il gelato alla fiamma era previsto come supplemento e non era stato inserito nel menu del buffet, come concordato nella riunione dei Capigruppo.

La seduta del Consiglio è stata immediatamente sospesa e l'Opposizione ha richiesto a gran voce le dimissioni dello chef, ritenuto responsabile del mancato accordo sul menu. Dopo una breve riunione dei Capigruppo la situazione di stallo si è sbloccata quando il Sindaco Mangialardi ha fatto passare un emendamento per pagare il conto di tasca sua e un secondo emendamento per delegare ogni decisione in materia di Porto alla Giunta.
Soddisfatti per l'accordo raggiunto, i Consiglieri d'Opposizione hanno tuttavia mantenuto la richiesta  di dimissioni dello chef, riservandosi di produrre "la più ampia documentazione" sulle sue inadempienze. La seduta del Consiglio si è conclusa con la tradizionale bicchierata nella Sala Bacardi e i membri dell'Opposizione si sono presi la loro bella rivincita a calcetto balilla, 2 a 0 a tavolino, dato che i Consiglieri di Maggioranza erano già andati a festeggiare al Naomi di Marina di Montemarciano.

Il nuovo Piano del Porto è stato quindi approvato con decretazione d'urgenza, l'impegno della Giunta per approvare entro il 30 giugno il piano del Porto e l'Area Sacelit sta per essere rispettato e l'industria edilizia può festeggiare, dato che si stanno muovendo commesse per decine di milioni di Euro.

Anche il premier Berlusconi ha avuto parole di elogio per il Porto di Senigallia. Visitando in elicottero le zone colpite dal mangialardi, il premier si è soffermato in particolar modo sulla qualità delle infrastrutture: "Sono rimasto impressionato dalle soluzioni adottate per la viabilità" ha dichiarato durante un breve incontro con le popolazioni colpite dall'assessore "il viadotto a chiocciola fra la stazione e il faro è straordinario, mentre il sottopassaggio gonfiabile della darsena sopraelevata è una gioia per gli occhi. Ho qualche perplessità sulla larghezza della strada di comunicazione fra i lungomari, ma possiamo intervenire con degli incentivi per l'acquisto di Micromachines, in decretazione d'urgenza".
staccato da: Maddeche alle ore giugno 27, 2009 10:04 | link |
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categorie: consiglio comunale, edilizia, cronaca vera, assessori, misfatteria varia

martedì, 23 giugno 2009

Castelleone di Suasa, panem et circenses

Panem et circenses

Quando la Barilla ha girato uno spot con la colonna sonora de Il Gladiatore ho smesso di piagnucolare come un vitello mentre Massimo Decimo Meridio, accarezzando il grano, raggiunge la moglie (gnocca) e il figlioletto (birba cagacazzi) nei Campi Elisi.
Ho visto quel film una ventina di volte e ho un fratello che può doppiarlo con un labiale perfetto, lo mettete dietro al televisore, gli fate sentire la prima battuta, abbassate il volume e ascoltate lui. E' disponibile per feste di compleanno o gruppi di fan a pagamento e vale tutti i suoi soldi. Per il resto è una persona normale, clan familiare, lavoro, bollette, etc..

La scena del primo combattimento al Colosseo del gladiatore Massimo è una delle migliori scene d'azione del cinema mondiale, superata soltanto dallo sbarco in Normandia di Spielberg e dalla battaglia principale di Braveheart. Ma forse è solo una questione di budget e di numero di comparse.
Quando Massimo ruba il cavallo e guida le sue truppe alla vittoria, torno bambino e mi metto a galoppare per la stanza. Quando sono solo. In compagnia, fingo di avere sete e vado a piagnucolare in cucina perchè non posso galoppare. La compagnia ormai ha capito il problema e proietta Harry ti presento Sally, almeno si piagnucola tutti insieme e il cavallo resta fuori, perchè ingombra e puzza di stalla.

Poi è arrivata la Barilla e l'incanto è finito. Ci vorrebbe una legge per certe cose. Come quando Vasco Rossi ha ceduto Vita spericolata alla Chicco. Non si può.

Tutta questa vana introduzione per la rievocazione storica Panem et Circenses, che si è svolta domenica scorsa al parco archeologico di Castelleone di Suasa. Una lieta sorpresa, poco pubblicizzata, che ha sofferto il maltempo e ha dovuto ridimensionare il programma, sembra che dei figuranti di Cesena e Arezzo siano rimasti a casa.

Finalmente qualcosa di diverso dalle classiche rievocazioni storiche medioevali, il flagello delle Marche, con la solita sfilata dei costumi, il rullo dei tamburi, le gare di tiro con l'arco e quattromila fotografi davanti che ti impallano la visuale.




Pur essendo un solo gruppo di figuranti, quelli della Colonia Julia Fanestris (Fano) se le sono date di santa ragione con i Galli Senoni della Teuta Senones Pisaurensis (Pesaro) in una scaramuccia, hanno celebrato un funerale romano e hanno iniziato una vergine Vestale al suo ufficio. Vitello allo spiedo per cena. Tutto questo nella spianata del parco archeologico, quanto mai adatta a questo tipo di rappresentazioni.

soldati romani al campo

guerrieri galli


funerale romano

prefiche al funerale romano

la salma viene bruciata al cospetto del sacerdote


Una manifestazione che è stato un primo esperimento della Pro Loco Suasa per promuovere il sito archeologico. Una manifestazione che dovrebbe essere promossa con più coraggio, cercando di coinvolgere più gruppi di rievocazione storica e cercando di far parcheggiare le onnipresenti macchine da un'altra parte, in mezzo alla scaramuccia non c'entravano niente.
Al prossimo anno, credo.

staccato da: Maddeche alle ore giugno 23, 2009 19:22 | link |
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categorie: fatti privati, iniziative collaterali

domenica, 21 giugno 2009

staccato da: Maddeche alle ore giugno 21, 2009 07:53 | link |
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sabato, 20 giugno 2009

Senigallia, complanare

Attenzio'
Popolazio'




staccato da: Maddeche alle ore giugno 20, 2009 19:13 | link |
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categorie: ambiente, edilizia, vita cittadina, complanare, iniziative collaterali

Senigallia, Vaticano spa

Attenzio'
Popolazio'


incontro con l'autore

a Senigallia
auditorium di San Rocco
Piazza Garibaldi

venerdì 26 giugno 2009
ore 21.00


attenzione: robba esplosiva

portare estintore e sacchetti di sabbia
lasciare i bambini a casa
fare testamento


staccato da: Maddeche alle ore giugno 20, 2009 07:25 | link |
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categorie: vita cittadina, iniziative collaterali

mercoledì, 17 giugno 2009

Senigallia, Complanare

Facebook per i più piccini

Il SI' Complanare sbarca su Facebook. Non aderiscono cinque milioni di utenti italiani, tutti contrari alla Complanare.

Mangialardi: "Un successo strepitoso, i miei quattro nickname hanno aderito in massa".


Il dibattito sulla Complanare tocca il gradino più basso dell'evoluzione sul web. Stanchi di rispondere ai test su "Quale quaderno Pigna ti senti di essere?" o "Quali fiori vorresti al tuo funerale?", un gruppo di utenti senigalliesi di Facebook è passato alle vie di fatto e ha trasferito la guerra fra poveri della Complanare dalla piazza al web.

Un altro straordinario successo dovuto al CaterRaduno, che lo scorso anno ha ispirato la nascita del gruppo "Angeloni bella gnocca", sull'irresistibile tormentone matrimoniale di Massimo Cirri e che quest'anno ha voluto fare sul serio, sbattendo la porta in faccia ai localismi egoisti dei comitati nel nome di un limpido ambientalismo ecumenico: quello di FIAT, ENI ed ENEL, aziende che ci fanno spegnere la luce per il risparmio energetico e nella penombra progettano centrali nucleari e inceneritori.

Ancora incredulo del gran numero di adesioni ricevuto, il fondatore del gruppo SI' Complanare, Francesco Gasparetti (Gaspa), blogger senigalliese, pubblicherà nei prossimi giorni il progetto esecutivo della Complanare, completo dei particolari costruttivi degli svincoli, con una breve nota descrittiva sulle opere di mitigazione ambientale previste.

Nel programma estivo del gruppo è prevista anche un'escursione sui luoghi della Complanare, allo svincolo del Maestrale e all'uscita delle Saline, evitando il monotono tratto di Borgo Coltellone, che non offre spunti tecnici apprezzabili.

Un ulteriore regalo ai sostenitori della causa, che hanno fatto della completezza d'informazione, della consapevolezza e della trasparenza una bandiera da portare con orgoglio in ogni loro scelta.
staccato da: Maddeche alle ore giugno 17, 2009 23:26 | link |
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categorie: ambiente, vita cittadina, complanare, misfatteria varia

martedì, 16 giugno 2009

Senigallia, Versus Complanare


L'ultimo scoop della Piaga di Velluto


Un testo inedito, la lettera che il Comitato Versus Complanare ha inviato alla redazione di Caterpillar lo scorso anno e che non ha mai avuto risposta, a dimostrazione del solido legame affettivo esistente fra Senigallia e la popolare trasmissione radiofonica.

La stessa lettera è stata consegnata alla redazione del CaterRaduno nei giorni scorsi, nel tentativo di avere una risposta dai destinatari, sempre nel quadro degli ottimi rapporti esistenti fra la cittadinanza senigalliese e la trasmissione ospite.

Un contributo al dibattito sulla Complanare, argomento scomodo come un letto pieno di briciole.


Cari conduttori di Caterpillar,

vi scriviamo da Senigallia…non aggiungiamo altro sulla città che da qualche anno conoscete meglio di noi…o quasi. Infatti per chi ci vive da sempre e non solo sotto la luce dei riflettori  le ombre sono molteplici.   Apprezziamo molto il vostro programma radiofonico che  ascoltiamo volentieri, ci appassionano i temi che trattate e condividiamo le iniziative che sostenete soprattutto in fatto di ambiente, energia alternativa e stili di vita  solidali.

Tra pochi giorni sarete di nuovo sulla nostra spiaggia a beneficiarci di  spettacoli di intrattenimento, radio, eventi, con i baci e gli abbracci ad un sindaco presentato come l’Angelo della democrazia. E qui permetteteci  di constatare tanta retorica pseudo-alernativa; infatti su Senigallia si sentiranno tante belle  parole, belle, ma solo parole. Mentre i fatti sono ben altri.
 
Tanto per rimanere sui temi a voi cari , si  propaganda tanto la solidarietà, la vivibilità, l’ambiente, la salute dei senigalliesi ma le decisioni fondamentali vanno in ben altra direzione. E’ il caso di quel mostruoso intervento che va sotto il nome di ‘complanare’ e che accompagna – come il vento la tempesta – la realizzazione della terza corsia autostradale della A14.
Asfalto e cemento, che inghiottiranno case, scuole, ospedale e interi quartieri immersi nel verde. Asfalto, cemento – e mettiamoci pure tutte le “salutari” sostanze inquinanti derivanti dal traffico di auto e tir – a colate industriali. Per la felicità di mamme, bambini ed anziani!
 
A onor del vero la nostra è un’opinione condivisa dalla maggior parte dei residenti di due borghi Coltellone e Ribeca, a due passi dal centro città che saranno devastati dalla costruzione di questa insensata opera stradale. E’ cronaca di questi giorni le diverse iniziative che si stanno organizzando contro  questo progetto, tra cui una recente  “infuocata” assemblea dei cittadini con  gli amministratori locali.
(Basta consultare la stampa e siti locali.)
 
Purtroppo in questa  opposizione a tale “irragionevole” intervento urbano non ci  sentiamo sostenuti dalle associazioni ambientaliste presenti nel territorio che purtroppo, pur se nella città è salito il dibattito, non hanno fatto sentire la loro voce. 
Oltre a portarvi a conoscenza che  in questa città non  tutto è“velluto” o bandiera blu, ci  piacerebbe avere anche noi, cittadini preoccupati,  una voce tra le tante manifestazioni del   caterRaduno,   una voce  alternativa al “che bello” o “va tutto bene”!!! Si intende non  vogliamo attaccare il sindaco e giunta (lo faremo nelle sedi opportune) né  soddisfare  smanie di protagonismo,  né esser guastafeste,  semplicemente esprimere la nostra opinione su come ci piacerebbe vivere nella nostra città e come concepiamo il futuro sostenibile a Senigallia  (e restando fedeli allo spirito del raduno!).

Per ora…grazie dell’ attenzione e comunque quando verrete a Senigallia Vi invitiamo a venire  a constatare di persona i luoghi interessati al “futuro massacro urbanistico”,  saremmo ben lieti di darvi tutte le informazioni e mostrarvi nei dettagli la planimetria del progetto…siamo solo a due passi dalla mare e… in bicicletta potrebbe essere una bella passeggiata….sempre che ve la sentiate   di  rischiare di venir travolti da auto e moto, data la strettezza della via e  la totale assenza di   pista ciclabile (di tanto in quanto appare  qualche rimasuglio di  marciapiede risalente all’età della pietra!). Eppure un display di ultima generazione ci dice: usa la testa  a Senigallia vai in bicicletta! Ma proprio per l’incolumità della mia testa,  la bicicletta sono costretta a lasciarla in garage….

 Le referenti del Comitato “Versus Complanare e…non solo”

Anna Manoni, Francesca Angeletti, Susanna Vignoli


www.versuscomplanare.com


staccato da: Maddeche alle ore giugno 16, 2009 22:06 | link |
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categorie: politica, senigallia, vita cittadina, complanare

lunedì, 15 giugno 2009

Senigallia, foto storiche, Chiesa della Maddalena

Cent'anni fa / 9.0

Ignorata dai percorsi turistici estivi (e dai fotografi), la chiesa della Maddalena è forse la più misteriosa chiesa della Città di Senigallia. Senz'altro la più discreta. Se non bastano le reliquie della Santa, il cui culto fu all'origine della Fiera, trafugate dal Colleoni in piena decadenza della Città, con la posizione di questa chiesa possiamo fare anche qualche ipotesi sulla Senigallia romana e altomedievale. Un po' di fantarcheologia a buon mercato.

La chiesa della Maddalena è la pietra angolare dell'ampliazione settecentesca di Senigallia. Compresa nella cerchia delle scomparse mura romane e medievali della Città, la chiesa è stata lasciata fuori dalle mura cinquecentesche dei Della Rovere, assieme a pochi altri edifici rilevanti, in quell'area esterna alla Città medioevale che qualcuno definì la Terra Vecchia.
In realtà si trattava di una vasta area coltivata a orto con poche casupole nelle immediate vicinanze della Città, dove si trovava anche l'osteria della Posta, luogo di riposo e sosta per viandanti e pellegrini, dato che Senigallia si trovava lungo uno dei più trafficati itinerari per Roma.


la Chiesa della Maddalena, in via Cavallotti,
con il suo particolare orientamento

Quando gli architetti pontifici progettarono l'ampliazione se la trovarono lì, blasonata e solitaria, con il suo strano orientamento obliquo che li costrinse a movimentare un po' la trama dell'ampliazione, aprendo qualche strada in diagonale e facendo corrispondere l'attuale via Cavallotti con lo spigolo settentrionale della chiesa.

Le origini della chiesa della Maddalena sono oscure: inizialmente intitolata a San Gregorio, venne costruita intorno al 1200 sulle rovine di un tempietto di epoca romana, che probabilmente aveva un suo orientamento rituale diverso dal cardo e decumano della Città.

La chiesa venne arricchita con le veneratissime reliquie di Santa Maria Maddalena (Maria di Magdala) e di suo fratello Lazzaro ( alzati e cammina! ), portate in dote da una misteriosa principessa di Marsiglia al Conte Sergio, suo sposo. Le reliquie della Santa, la più controversa ed interpretata figura dei Vangeli, furono oggetto di entusiastica venerazione in Città, con l'istituzione di un periodo di sei giorni di fiera e festeggiamenti intorno al 22 luglio, festa della Santa. La Fiera della Maddalena, che sarebbe diventata la Fiera di Sant'Agostino (1).

Il declino della chiesa della Maddalena sarebbe arrivato fin troppo presto: nel 1264 Senigallia venne saccheggiata e distrutta dalle truppe di Manfredi di Sicilia, comandate da Percivalle Doria, che rase al suolo la città, lasciando in piedi solo l'episcopio e trentasei "edifici vecchi". La Città rimase nell'abbandono completo per un paio d'anni e lentamente tornò alla vita sotto Sigismondo Pandolfo Malatesta, che la rifondò e le restituì una dignità, utilizzando con disinvoltura i beni demaniali della Chiesa per incentivare la crescita demografica, indebitandosi fino al collo. Per capire l'entità del declino della Città, basti pensare che nel 1350 Senigallia era classificata al 30° posto per importanza fra le "città della Marca" (2).

La chiesa della Maddalena rimase abbandonata fuori dalla Città, all'esterno delle piccole mura malatestiane, e in queste condizioni, nel 1443, la trovò Fra' Bellino Crotti da Rumano (Bergamo), confessore di Bartolomeo Colleoni, il famoso capitano di ventura.
Il Colleoni si trovava nei pressi di Senigallia per dirimere alcune questioni per conto degli Sforza di Milano e Fra' Bellino gli fece presente che le autorevoli reliquie di Maddalena (e di Lazzaro) avrebbero trovato una sede più consona a Bergamo piuttosto che "in una chiesetta campestre, che fuori di Sinigaglia per la lunga guerra giva senza culto".

Il Colleoni, uomo d'arme e politica, di fronte alla proposta di trafugare delle reliquie, rispose al suo confessore con un capolavoro di opportunismo: "a sè, come soldato e uomo pieno di molti peccati, non si conveniva nei fatti di Dio o dei santi tramettere (intromettersi). Ma a lui (Fra' Bellino) come sacerdote e ministro delle cose divine s'apparteneva, ed era lecito d'esse reliquie fare quanto ben gli paresse". (3)

Le reliquie della Maddalena furono trafugate assieme a quelle del fratello Lazzaro e portate in due chiese del bergamasco, a Rumano e a Covo. Probabilmente solo le reliquie di San Lazzaro si sono conservate fino ad oggi, mentre non si hanno notizie di quelle di Santa Maria Maddalena.

La perdita delle reliquie non sconvolse la Città: l'episodio rientrò nel quadro della decadenza cittadina, della perdita d'identità. Senigallia si stava ripopolando con persone provenienti da ogni parte d'Italia, attirate dagli incentivi economici del Malatesta e dalla possibilità di avviare lucrosi traffici grazie alla Fiera franca. Persone che non andavano tanto per il sottile, a tutto interessate tranne che alle tradizioni e consuetudini della Città che li aveva accolti.

La decadenza della Città ebbe fine con l'avvento dei Della Rovere, nel 1474, dinastia che regnò felicemente, con brevi interruzioni, per oltre centocinquant'anni.
Preoccupati di consolidare e rafforzare una Città ridotta ai minimi termini, i Della Rovere edificarono le mura, completarono la Rocca, innalzarono il Palazzo del Duca e finanziarono (con sobrietà) il Palazzo Comunale. Una serie di opere destinate a caratterizzare come civile e laica tutta l'area compresa fra l'attuale Corso e la Rocca, l'unica zona del Centro Storico dove non vi sono chiese. Ma i Della Rovere si occuparono anche del Culto, riedificando, fra le altre, la Chiesa della Maddalena, dimenticata e cadente, intorno al 1490. La stessa chiesa ospitò le spoglie mortali di Giovanni della Rovere, prima che venissero traslate, definitivamente, nella Chiesa delle Grazie.

una rara foto d'epoca della Chiesa della Maddalena

L'ampliazione settecentesca riportò alla ribalta la Chiesa della Maddalena, inserendola in un contesto urbano composto da una lunga via trionfale delimitata da due porte cittadine, Porta Maddalena o Colonna (Porta Mazzini) e Porta Cappuccina, a pochi passi di distanza dal nuovo Episcopio. La chiesa ospitò anche uno dei numerosi "ospitali" cittadini, dal 1808 al 1930, anno del terremoto, che diede impulso alla costruzione dell'Ospedale Civile, nel 1935, sui terreni confiscati ai Cappuccini dopo l'Unità d'Italia.

Oggi la Chiesa della Maddalena se ne sta lì, discreta e dimessa e sembra quasi voltare le spalle al Duomo e all'Episcopio, in perenne attesa di tempi migliori.
Ed è proprio la sua inconsueta posizione ad aprile il capitolo della fanta - archeologia sul Centro Storico. Alla prossima puntata.

(1) G. Moroni - Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica: da San Pietro fino ai nostri giorni (1854)
(2) Mons. Angelo Mencucci - Senigallia e la sua Diocesi: Storia - Fede - Arte (1995)
(3) Pietro Spino - Istoria della vita, e fatti dell'eccellentissimo capitano di guerra Bartolomeo Colleoni (1732)

staccato da: Maddeche alle ore giugno 15, 2009 23:55 | link |
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categorie: centro storico, foto storiche

domenica, 14 giugno 2009

Senigallia:CaterRaduno 2009

Ultima puntata del CaterRaduno 2009

in videoreality


staccato da: Maddeche alle ore giugno 14, 2009 17:33 | link |
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categorie: vita cittadina, complanare

sabato, 13 giugno 2009

Una Città dove tutto è possibile

Senigallia, una Città dove è possibile che l'Amministrazione Comunale ti aiuti (a pagamento) ad avviare un'attività.

Dove la stessa Amministrazione ti mette i bastoni fra le ruote, perchè decide che la tua attività è meno importante del Polo Turistico Destinato a Rilanciare l'Economia Cittadina.
E quindi ti costruisce una rotatoria di fronte al negozio. Una rotatoria che non serve a nessuno, serve solo a nascondere l'incapacità dei progettisti e l'assenza del governo cittadino.

Dove è possibile che nessuna banca ti voglia finanziare, perchè non ti occupi di edilizia.
E i soldi puoi trovarli a Pianello di Ostra.

Dove si mettono a rischio trenta posti di lavoro, fra il silenzio generale dell'Amministrazione, dell'Opposizione, dei partiti, dei sindacati, della Curia, delle categorie, degli ordini professionali e della classe dirigente in generale.

Dove l'Opposizione ha protestato per settimane contro la chiusura di una lavanderia (due posti di lavoro) e passa il tempo a fotografare due manifesti elettorali fuori posto e non dice una parola contro il declino economico e residenziale del Centro Storico.

Io non la voglio una città così.

Pubblico l'intervista che abbiamo fatto a Matteo Montanari, socio della Cooperativa Sena Gallica (19 dipendenti), la pescheria con laboratorio, che fra qualche tempo potrebbe essere costretta a traslocare assieme al supermercato, con 9 dipendenti. Un trasloco che avverrà nell'incertezza più assoluta.




L'intervista è di Simone "Quilly" Tranquilli, qui trovate il resto dell'inchiesta che abbiamo realizzato sulla rotatoria della stazione, che spero abbia fatto perdere un centinaio di voti al Partito Democratico.

Non che mi aspettassi gran che.


staccato da: Maddeche alle ore giugno 13, 2009 00:03 | link |
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