Cent'anni fa / 9.0
Ignorata dai percorsi turistici estivi (e dai fotografi), la chiesa della Maddalena è forse la più misteriosa chiesa della Città di Senigallia. Senz'altro la più discreta. Se non bastano le reliquie della Santa, il cui culto fu all'origine della Fiera, trafugate dal Colleoni in piena decadenza della Città, con la posizione di questa chiesa possiamo fare anche qualche ipotesi sulla Senigallia romana e altomedievale. Un po' di fantarcheologia a buon mercato.
La chiesa della Maddalena è la pietra angolare dell'ampliazione settecentesca di Senigallia. Compresa nella cerchia delle scomparse mura romane e medievali della Città, la chiesa è stata lasciata fuori dalle mura cinquecentesche dei Della Rovere, assieme a pochi altri edifici rilevanti, in quell'area esterna alla Città medioevale che qualcuno definì la Terra Vecchia.
In realtà si trattava di una vasta area coltivata a orto con poche casupole nelle immediate vicinanze della Città, dove si trovava anche l'osteria della Posta, luogo di riposo e sosta per viandanti e pellegrini, dato che Senigallia si trovava lungo uno dei più trafficati itinerari per Roma.
la Chiesa della Maddalena, in via Cavallotti,
con il suo particolare orientamento
Quando gli architetti pontifici progettarono l'ampliazione se la trovarono lì, blasonata e solitaria, con il suo strano orientamento obliquo che li costrinse a movimentare un po' la trama dell'ampliazione, aprendo qualche strada in diagonale e facendo corrispondere l'attuale via Cavallotti con lo spigolo settentrionale della chiesa.
Le origini della chiesa della Maddalena sono oscure: inizialmente intitolata a San Gregorio, venne costruita intorno al 1200 sulle rovine di un tempietto di epoca romana, che probabilmente aveva un suo orientamento rituale diverso dal cardo e decumano della Città.
La chiesa venne arricchita con le veneratissime reliquie di Santa Maria Maddalena (Maria di Magdala) e di suo fratello Lazzaro ( alzati e cammina! ), portate in dote da una misteriosa principessa di Marsiglia al Conte Sergio, suo sposo. Le reliquie della Santa, la più controversa ed interpretata figura dei Vangeli, furono oggetto di entusiastica venerazione in Città, con l'istituzione di un periodo di sei giorni di fiera e festeggiamenti intorno al 22 luglio, festa della Santa. La Fiera della Maddalena, che sarebbe diventata la Fiera di Sant'Agostino (1).
Il declino della chiesa della Maddalena sarebbe arrivato fin troppo presto: nel 1264 Senigallia venne saccheggiata e distrutta dalle truppe di Manfredi di Sicilia, comandate da Percivalle Doria, che rase al suolo la città, lasciando in piedi solo l'episcopio e trentasei "edifici vecchi". La Città rimase nell'abbandono completo per un paio d'anni e lentamente tornò alla vita sotto Sigismondo Pandolfo Malatesta, che la rifondò e le restituì una dignità, utilizzando con disinvoltura i beni demaniali della Chiesa per incentivare la crescita demografica, indebitandosi fino al collo. Per capire l'entità del declino della Città, basti pensare che nel 1350 Senigallia era classificata al 30° posto per importanza fra le "città della Marca" (2).
La chiesa della Maddalena rimase abbandonata fuori dalla Città, all'esterno delle piccole mura malatestiane, e in queste condizioni, nel 1443, la trovò Fra' Bellino Crotti da Rumano (Bergamo), confessore di Bartolomeo Colleoni, il famoso capitano di ventura.
Il Colleoni si trovava nei pressi di Senigallia per dirimere alcune questioni per conto degli Sforza di Milano e Fra' Bellino gli fece presente che le autorevoli reliquie di Maddalena (e di Lazzaro) avrebbero trovato una sede più consona a Bergamo piuttosto che "in una chiesetta campestre, che fuori di Sinigaglia per la lunga guerra giva senza culto".
Il Colleoni, uomo d'arme e politica, di fronte alla proposta di trafugare delle reliquie, rispose al suo confessore con un capolavoro di opportunismo: "a sè, come soldato e uomo pieno di molti peccati, non si conveniva nei fatti di Dio o dei santi tramettere (intromettersi). Ma a lui (Fra' Bellino) come sacerdote e ministro delle cose divine s'apparteneva, ed era lecito d'esse reliquie fare quanto ben gli paresse". (3)
Le reliquie della Maddalena furono trafugate assieme a quelle del fratello Lazzaro e portate in due chiese del bergamasco, a Rumano e a Covo. Probabilmente solo le reliquie di San Lazzaro si sono conservate fino ad oggi, mentre non si hanno notizie di quelle di Santa Maria Maddalena.
La perdita delle reliquie non sconvolse la Città: l'episodio rientrò nel quadro della decadenza cittadina, della perdita d'identità. Senigallia si stava ripopolando con persone provenienti da ogni parte d'Italia, attirate dagli incentivi economici del Malatesta e dalla possibilità di avviare lucrosi traffici grazie alla Fiera franca. Persone che non andavano tanto per il sottile, a tutto interessate tranne che alle tradizioni e consuetudini della Città che li aveva accolti.
La decadenza della Città ebbe fine con l'avvento dei Della Rovere, nel 1474, dinastia che regnò felicemente, con brevi interruzioni, per oltre centocinquant'anni.
Preoccupati di consolidare e rafforzare una Città ridotta ai minimi termini, i Della Rovere edificarono le mura, completarono la Rocca, innalzarono il Palazzo del Duca e finanziarono (con sobrietà) il Palazzo Comunale. Una serie di opere destinate a caratterizzare come civile e laica tutta l'area compresa fra l'attuale Corso e la Rocca, l'unica zona del Centro Storico dove non vi sono chiese. Ma i Della Rovere si occuparono anche del Culto, riedificando, fra le altre, la Chiesa della Maddalena, dimenticata e cadente, intorno al 1490. La stessa chiesa ospitò le spoglie mortali di Giovanni della Rovere, prima che venissero traslate, definitivamente, nella Chiesa delle Grazie.
una rara foto d'epoca della Chiesa della Maddalena
L'ampliazione settecentesca riportò alla ribalta la Chiesa della Maddalena, inserendola in un contesto urbano composto da una lunga via trionfale delimitata da due porte cittadine, Porta Maddalena o Colonna (Porta Mazzini) e Porta Cappuccina, a pochi passi di distanza dal nuovo Episcopio. La chiesa ospitò anche uno dei numerosi "ospitali" cittadini, dal 1808 al 1930, anno del terremoto, che diede impulso alla costruzione dell'Ospedale Civile, nel 1935, sui terreni confiscati ai Cappuccini dopo l'Unità d'Italia.
Oggi la Chiesa della Maddalena se ne sta lì, discreta e dimessa e sembra quasi voltare le spalle al Duomo e all'Episcopio, in perenne attesa di tempi migliori.
Ed è proprio la sua inconsueta posizione ad aprile il capitolo della fanta - archeologia sul Centro Storico. Alla prossima puntata.
(1) G. Moroni - Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica: da San Pietro fino ai nostri giorni (1854)
(2) Mons. Angelo Mencucci - Senigallia e la sua Diocesi: Storia - Fede - Arte (1995)
(3) Pietro Spino - Istoria della vita, e fatti dell'eccellentissimo capitano di guerra Bartolomeo Colleoni (1732)